Reiki: Che cos’è?

10/05/2021 | Benessere Olistico

Il Reiki è una antica pratica giapponese scoperta da Mikao Usui tra la fine del 1800 e l’inizio del 1900, la chiamò Reiki “arte per la guarigione”. Con il tocco delle mani si riequilibrano le energie dell’individuo, infondendogli benessere.

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Cosa significa il termine Reiki?

Il nome giapponese Reiki, letteralmente, indica la connessione tra “rei”, l’energia vitale dell’universo, e “ki”, l’espressione individuale di tale energia, chiamata anche “chi” dai cinesi o “prana” dagli indiani.

In una persona sana e armonica questa forza vitale scorre liberamente, ma in seguito a fattori esterni o interni, spesso emotivi, può andare incontro nel tempo anche a blocchi o vuoti. A lungo andare, il perdurare di questo squilibrio energetico, può indurre delle somatizzazioni e trasformarsi in tensioni fisiche, contratture, spasmi, dolori, disfunzioni di organi, malattie.

Sebbene l’utilizzo del Reiki come metodo di cura si sia rapidamente diffuso nel Giappone, anche nei paesi occidentali esistono studi clinici controllati sulla sua efficacia ed efficienza.  Il Reiki affianca la terapia convenzionale in numerosi centri ospedalieri di tutto il mondo. Si tratta di una tecnica “dolce” di distensione e analgesia, presenta il vantaggio di essere a basso costo facilmente riproducibile e alla portata di tutti, si presta molto bene come trattamento di supporto.

Come si diventa operatore Reiki?

L’apprendimento del Reiki, secondo il metodo Mikao Usui nella sua diffusione in Occidente, si sviluppa in tre livelli distinti, ma con un unico scopo. L’apprendimento si articola in due momenti principali: le “attivazioni” e l’insegnamento della tecnica. Le “attivazioni” hanno lo scopo di riattivare nell’allievo i canali energetici e di condurlo al risveglio e alla consapevolezza delle proprie potenzialità.

Primi Livello Reiki: Il corpo

Il primo livello Reiki, permette già di utilizzare il reiki a scopo curativo, su se stessi e sugli altri, attraverso l’imposizione delle mani. Vengono insegnate le posizioni di base per agire sui punti vitali del corpo. E’ la scoperta dell’energia e la sperimentazione a livello fisico.

Il beneficio più profondo è una dissoluzione di blocchi energetici e un conseguente ripristino del normale scorrimento dell’energia vitale nell’organismo.

Secondo livello: la mente

Nel secondo livello Reiki si entra più nell’aspetto spirituale, viene introdotto il concetto di simbolo. I simboli tramandati e codificati da Mikao Usui sono tre e ognuno ha una sua precisa caratteristica, che viene spiegata e praticata durante il seminario.

A questo livello si accede dopo aver già sperimentato a livello fisico su di sé e sugli altri i benefici del primo livello.

Terzo livello: l’anima

Il corpo ha beneficiato degli effetti dell’energia, la mente si è quietata di fronte ai dubbi e alle perplessità sull’efficacia di questa materia. Il terzo livello è quello per chi sceglie di dedicarsi attivamente al Reiki come operatore o come Insegnante.

Questo livello fornisce gli strumenti adatti per svolgere trattamenti professionali, mentre per condurre corsi e seminari e le relative “attivazioni” bisogna intraprendere il corso di Master.

Dovrebbe prevedere anche un approfondito lavoro personale di armonizzazione della personalità e di riflessione sui valori più alti.

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Qual’è il giusto percorso Reiki da seguire?

Il Maestro Usui non ha asciato testi scritti, i suoi insegnamenti quindi si sono tramandati da maestro ad allievo in forma orale.

Questo ha fatto si che oggi esistono numerose varianti del Reiki, e la sua diffusione anche online di pacchetti 3 livelli in uno hanno reso sempre di più difficile scegliere quale percorso fare.

Io vi consiglio di rispettare la divisione in livelli, aspettando il tempo necessario tra un’attivazione e l’altra e di affidarvi sempre ad insegnanti preparati, che abbiano un buon bagaglio sia energetico che di esperienza.

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